Raduno di Tropea 2003
di Ciccio Romeo


tropea Sabato mattina, alle 9.30 sono all'appuntamento, area servizio Cosenza. Solo un'ora dopo, al volo, vengo prelevato da Cicciovolante col quale ci rituffiamo all'inseguimento del gruppo.
Prima tappa area servizio Lamezia per rifornimento, saluti e chiacchiere, nonché consegna del foulard dei Falchi: bellissimo.

Allo svincolo di Pizzo il gruppo diventa notevole unendoci al clan dei siciliani che insieme ad Umberto ci stavano già aspettando (Bellissimo il Centauro di Antonio Gallina)
A Pizzo gustiamo il magnifico tartufo cioccolato e nocciola oltre al magnifico panorama.
Purtroppo la partenza un pò improvvisata fa si che Giamba perda il cellulare, ma questa è solo la versione ufficiale. Secondo me invece la causa è stata la distrazione che già dalle prime ore del mattino distoglieva l'architetto, dovuta alla sua attenzione per le bellezze faunistiche locali...

La stanchezza dei pugliesi, partiti alle 6 del mattino, e una temperatura all'ombra prossima ai 40 gradi, fa si che si scelga di andare a Tropea e non al giro pensato da Umberto, per sistemarsi e rinfrescarsi. Le stanze però non erano pronte e allora i motociclanti, sparsi al pascolo in piazzetta, si davano alla ricerca dei generi di conforto più disparati: acqua, gelati, bibite. Ciro si presenta con una pizza a spicchi che dura il tempo di aprire la scatola.
A un certo punto quando si era pronti per andare per andare alle stanze, ci accorgiamo che era sparito Cicciovolante... cerca di qua... cerca di la... ce lo vediamo arrivare con una busta piena di non precisati oggetti incartati ed in mano un enorme paninone imbottito, era almeno 1 chilo.

Finalmente sistemati in un confortevole monolocale con un letto matrimoniale (Giamba e Paolo) ed un letto a castello (Angelo sotto ed io sopra) con angolo cottura, frigo e terrazzino con stendino immediatamente utilizzato, docciati e cambiati, ritorniamo in piazza, dove il gran caldo e le varie passeggiate in centro ci portano a provare i tavolini di tutti i bar, in cerca di vario refrigerio.
Tra l'altro in concomitanza con il motoraduno, c'è stata un'interessante sfilata di auto d'epoca dove, pur con scadenti qualità di restauro, si sono potuti vedere belleissimi esemplari d'auto d'altri tempi.

Radiografata tutta la popolazione femminile, poca per il momento perché tutte sono in spiaggia, e aall'approssimarsi dell'ora di cena, Giamba mi chiede un posto per gustare un buon primo piatto senza spendere troppo, e valutete tutte le altre possibilità decidiamo di recarci in un ristorante di mia conoscenza "La Pergola" in Tropea. Qui, seppur con un servizio non proprio esemplare in fatto di disponibilità (ci hanno fatto stringere in 18 in un tavolo da 16 e ci hanno negato degli stuzzichini in quanto i primi sarebbero arrivati subito, con grande delusione di Ciro) abbiamo comunque gustato dell'ottimo pesce fresco, primi secondi e contorno 16 euro. E comunque chi ha mangiato ai ristoranti convenzionati col raduno è rimasto molto deluso. Quindi a noi è andata bene.
Dopo cena di nuovo in piazzetta, dove, smaltita ormai l'incazzatura di Giamba per il cellulare perduto, c'era un'atmosfera più rilassata e il cazzeggio ha avuto la meglio.

Il giorno dopo, purtroppo, Paolo e il cognato, Franco, Angelo e Giambattista alle 6 sono partiti. Dopo aver fatto colazione con loro, mi sono potuto finalmente godere il mare di Tropea.
Ha ragione Umberto quando dice che Pizzo è meglio, e io ci aggiungo che in realtà il mare migliore è a Capo Vaticano, ma se sono a Tropea, tra dormire e fare il bagno, preferisco la seconda opzione.

Il giorno dopo recuperati i superstiti, (altri sarebbero partiti di li a poco) e fatto l'ulteriore giro in piazzetta, con conclusione dell'iscrizione al raduno e ritiro delle pergamene che ci hanno riservato come riconoscimento (sapendo che non saremmo stati presenti alla premiazione, poi Umberto ce le farà avere), viaaa... siamo schizzati verso il fresco, e salvo un'automobilista impazzito che mi ha tagliato la strada ad un incrocio, abbiamo trascorso un agiornata magnifica.
Con Umberto un testa, abbiamo infilato un tornante dopo l'altro e, dopo la tappa all'abbeveraggio cavalli (noi si che li trattiamo come si deve), siamo arrivati a Serra San Bruno e dintorni... Ahhh che bel fresco.

La gentilezza umana ci ha poi portato a scoprire un bellissimo agriturismo (giusto in tempo per la "tenia" di Cicciovolante che già scalpitava).
Come dico sempre io, non una sala ricevimenti camuffata, ma un'autentica azienda agricola che vi fa mangiare, solo per pochi, quanto di meglio offre la tradizione locale: ricottina, funghi, vitello e maiale ai ferri... non mi spingo nei particolari così evito di farvi venire l'acquolina in bocca. Vi dico solo che prenotando ci fanno una porchetta intera tutta per noi!!! :PPPPPP)
Passeggiata digestiva, foto ai cavalli e poi ripartenza verso Catanzaro.

Dopo l'ennesima cavalcata dei nostri instanacabili ferri, tocca a Clelia rifocillarci, che, gentilissima e preavvisata da Umberto, ci ha ospitato offrendoci caffè freddo, gelato e macedonia: che volete di più dalla vita, Grazie Umbe'.
E qui finisce la mia gita, saluto tutti perché raggiungo mio fratello che vive a Cz. Gli atri sarebbero partiti di li a poco per tornare anche loro in tarda serata.

Alla prossima gita.

Ciccioromeo dai tornanti del Pollino.
Falco Lanario.
Soccorso Aquila n° 79 (Calabria)


Sulla strada con la Guzzi e con il cuore.