
Sabato mattina, alle 9.30 sono all'appuntamento, area servizio
Cosenza. Solo un'ora dopo, al volo, vengo prelevato da Cicciovolante
col quale ci rituffiamo all'inseguimento del gruppo.
Prima tappa area
servizio Lamezia per rifornimento, saluti e
chiacchiere, nonché
consegna del foulard dei Falchi: bellissimo.
Allo svincolo di Pizzo il
gruppo diventa notevole unendoci al clan
dei siciliani che insieme ad
Umberto ci stavano già aspettando
(Bellissimo il Centauro di Antonio
Gallina)
A Pizzo gustiamo il magnifico tartufo cioccolato e nocciola
oltre al
magnifico panorama.
Purtroppo la partenza un pò improvvisata
fa si che Giamba perda il
cellulare, ma questa è solo la versione
ufficiale. Secondo me invece
la causa è stata la distrazione che già
dalle prime ore del mattino
distoglieva l'architetto, dovuta alla sua
attenzione per le bellezze
faunistiche locali...
La stanchezza dei
pugliesi, partiti alle 6 del mattino, e una
temperatura all'ombra
prossima ai 40 gradi, fa si che si scelga di
andare a Tropea e non al
giro pensato da Umberto, per sistemarsi e
rinfrescarsi.
Le stanze però
non erano pronte e allora i motociclanti, sparsi al
pascolo in
piazzetta, si davano alla ricerca dei generi di conforto
più
disparati: acqua, gelati, bibite. Ciro si presenta con una pizza
a
spicchi che dura il tempo di aprire la scatola.
A un certo punto
quando si era pronti per andare per andare alle
stanze, ci accorgiamo
che era sparito Cicciovolante... cerca di
qua... cerca di la... ce lo
vediamo arrivare con una busta piena di
non precisati oggetti
incartati ed in mano un enorme paninone
imbottito, era almeno 1 chilo.
Finalmente sistemati in un confortevole monolocale con un letto
matrimoniale (Giamba e Paolo) ed un letto a castello (Angelo sotto
ed
io sopra) con angolo cottura, frigo e terrazzino con stendino
immediatamente utilizzato, docciati e cambiati, ritorniamo in
piazza,
dove il gran caldo e le varie passeggiate in centro ci
portano a
provare i tavolini di tutti i bar, in cerca di vario
refrigerio.
Tra
l'altro in concomitanza con il motoraduno, c'è stata
un'interessante
sfilata di auto d'epoca dove, pur con scadenti
qualità di restauro, si
sono potuti vedere belleissimi esemplari
d'auto d'altri tempi.
Radiografata tutta la popolazione femminile, poca per il momento
perché tutte sono in spiaggia, e aall'approssimarsi dell'ora di
cena,
Giamba mi chiede un posto per gustare un buon primo piatto
senza
spendere troppo, e valutete tutte le altre possibilità
decidiamo di
recarci in un ristorante di mia conoscenza "La Pergola"
in Tropea.
Qui, seppur con un servizio non proprio esemplare in fatto di
disponibilità (ci hanno fatto stringere in 18 in un tavolo da 16 e
ci
hanno negato degli stuzzichini in quanto i primi sarebbero
arrivati
subito, con grande delusione di Ciro) abbiamo comunque
gustato
dell'ottimo pesce fresco, primi secondi e contorno 16 euro.
E comunque
chi ha mangiato ai ristoranti convenzionati col raduno è
rimasto molto
deluso. Quindi a noi è andata bene.
Dopo cena di nuovo in piazzetta,
dove, smaltita ormai l'incazzatura
di Giamba per il cellulare perduto,
c'era un'atmosfera più rilassata
e il cazzeggio ha avuto la meglio.
Il
giorno dopo, purtroppo, Paolo e il cognato, Franco, Angelo e
Giambattista alle 6 sono partiti. Dopo aver fatto colazione con
loro,
mi sono potuto finalmente godere il mare di Tropea.
Ha ragione Umberto
quando dice che Pizzo è meglio, e io ci aggiungo
che in realtà il mare
migliore è a Capo Vaticano, ma se sono a
Tropea, tra dormire e fare il
bagno, preferisco la seconda opzione.
Il giorno dopo recuperati i
superstiti, (altri sarebbero partiti di
li a poco) e fatto l'ulteriore
giro in piazzetta, con conclusione
dell'iscrizione al raduno e ritiro
delle pergamene che ci hanno
riservato come riconoscimento (sapendo
che non saremmo stati
presenti alla premiazione, poi Umberto ce le
farà avere), viaaa...
siamo schizzati verso il fresco, e salvo
un'automobilista impazzito
che mi ha tagliato la strada ad un
incrocio, abbiamo trascorso un
agiornata magnifica.
Con Umberto un
testa, abbiamo infilato un tornante dopo l'altro e,
dopo la tappa
all'abbeveraggio cavalli (noi si che li trattiamo come
si deve), siamo
arrivati a Serra San Bruno e dintorni...
Ahhh che bel fresco.
La
gentilezza umana ci ha poi portato a scoprire un bellissimo
agriturismo (giusto in tempo per la "tenia" di Cicciovolante che già
scalpitava).
Come dico sempre io, non una sala ricevimenti camuffata,
ma
un'autentica azienda agricola che vi fa mangiare, solo per pochi,
quanto di meglio offre la tradizione locale: ricottina, funghi,
vitello e maiale ai ferri... non mi spingo nei particolari così
evito
di farvi venire l'acquolina in bocca.
Vi dico solo che prenotando ci
fanno una porchetta intera tutta per
noi!!! :PPPPPP)
Passeggiata
digestiva, foto ai cavalli e poi ripartenza verso
Catanzaro.
Dopo
l'ennesima cavalcata dei nostri instanacabili ferri, tocca a
Clelia
rifocillarci, che, gentilissima e preavvisata da Umberto, ci
ha
ospitato offrendoci caffè freddo, gelato e macedonia: che volete
di
più dalla vita, Grazie Umbe'.
E qui finisce la mia gita, saluto tutti
perché raggiungo mio
fratello che vive a Cz.
Gli atri sarebbero
partiti di li a poco per tornare anche loro in
tarda serata.
Alla prossima gita.
Ciccioromeo dai tornanti del
Pollino.
Falco Lanario.
Soccorso Aquila n° 79 (Calabria)
Sulla strada
con la Guzzi e con il cuore.