Totò
di Carmine Apparente


Quando partecipai al mio primo motoraduno a Vieste, spaesato, inesperto ma molto incuriosito, feci la conoscenza di Totò, persona che subito mi risultò simpatica. Aveva un modo di fare sereno, flemmatico e molto affettuoso. Gli chiesi da dove venisse con la sua moto "strana" e lui mi rispose che veniva da Massa di Maratea, in provincia di Potenza. Mi disse di essere il Presidente del Moto club "Il Redentore" e che quest'anno stavano organizzando il loro primo motoraduno Federale. Naturalmente da buon produttore mi porse la locandina dell'evento e mi disse queste testuali parole: "Vieni al nostro motoraduno, ti sentirai parte di un'unica famiglia!".
Quelle parole le considerai ovvie , visto che lui pubblicizzava il suo evento ma, la calma determinazione e la evidente sincerità con cui le profferiva non mi lasciarono del tutto indifferente. Riposi nel mio marsupio la locandina pubblicitaria che mi aveva appena passato Totò e continuai a parlare con lui chiedendogli della sua attività motoradunistica. La nostra conversazione, piacevole ed affettuosa, era continuamente interrotta da abbracci e strette di mano da parte di altri intervenuti al motoraduno che appena vedevano Totò, letteralmente si precipitavano incontro per salutarlo con calore ed affetto che si riserva solo agli amici, quelli con la A maiuscola. Dopo un po' io fui costretto ad interrompere definitivamente la conversazione, in quanto Totò era alle prese con continui saluti ed abbracci. "Ci vediamo dopo Totò", gli dissi e lo lasciai in pace. Ci vedemmo ancora durante il corso della giornata, fino a quando io poi lasciai il mortoraduno per far ritorno a casa.

Totò lo rincontrai a Cesenatico. Strette di mano e abbracci. Anche a Cesenatico Totò era oggetto di affettuosa attenzione e stima da parte degli intervenuti che non erano certamente gli stessi di Vieste. Allora, ricordandomi la stessa scena ora ripetuta, compresi la vera natura di Totò. Un cuore grande e una grande passione per la sincera e fraterna amicizia, questo è Totò. L'esperienza di Cesenatico si concluse e di Totò mi rimase solo la locandina del suo motoraduno.

Gli eventi citati sono avvenuti nel mese di maggio e giugno.
Sabato 30 settembre ore 9,00 chiamo mia moglie al cellulare e le chiedo se dopo la scuola, (si, mia moglie va ancora a scuola... è ripetente!) è disposta ad affrontare un giretto di quasi 400 km per partecipare ad un motoraduno. Manco a dirlo, la mia Biker dura e pura mi risponde affermativamente e alle 14,00 sono in viaggio, niente popodimeno che: a Massa di Maratea! Al motoraduno organizzato da Totò e il suo moto club "Il Redentore".

Dopo aver attraversato le noiose strade che portano all'ingresso della statale del fondo della noce, il viaggio risulta molto piacevole per lo scarso traffico e soprattutto per l'eccezionale condizione metereologica! Il paesaggio è a dir poco magnifico. Arriviamo al punto di ritrovo del motoraduno percorrendo un tratto di strada, fatto di curve e paesaggi stupendi. Non immaginavo Maratea così bella.
Entro nel parco chiuso e vedo Totò che sprizza gioia da tutti i pori nel vederci. Parcheggio la moto e corro a salutarlo. Dopo un pò lo lasciamo lavorare e noi ci perdiamo per il parco per familiarizzare con gli altri.
Appena incontrati Vito e Rosaria, Tarantini, con Rosaria alla prima esperienza di passeggero e per di più ad un motoraduno, ci mettiamo comodi ai tavoli preparati per la cena e chiacchieriamo in allegria. Intanto la famiglia di Totò, come api operaie, disponeva gli ultimi preparativi per la cena, offerta interamente dal moto club. Una cena preparata sapientemente dagli uomini del moto club, servita ai tavoli con perizia e gentilezza. Chi serviva era gioioso di farlo, era un impegno che svolgeva con piacere. L'occhio di Totò, paterno e determinato, era vigile e prestava attenzione affinché tutto scorresse con familiarità. Ci riuscirono benissimo! Musica divertimento e tanta allegria erano gli ingredienti della serata, mescolata a tanto ottimo cibo.

Il giorno seguente, di buon mattino, corriamo per iscriverci. Il Commissario di gara FMI, gentilissimo e molto disponibile, appone timbri e firme in quantità. Alla fine delle iscrizioni, i partecipanti erano molto di più degli abitanti di Massa. Un successo senza precedenti! Festanti, simpatici e soprattutto educati i partecipanti a questo esemplare motoraduno, ricevono la benedizione del Prelato del paese che in questa maniera da inizio alla grande festa. Il giro turistico ci fa scoprire luoghi straordinari del circondario di Massa di Maratea e soprattutto ci permette di far visita alla statua del Redentore, che svetta in alto su di una montagna e con le sue braccia protese sembra voler abbracciare tutti. Il giro è accompagnato da molti rinfreschi offerti dalle varie realtà locali che in questa maniera danno il benvenuto ai moltissimi motociclisti. Alla fine, il pranzo offerto gratuitamente dal moto club, servito alla stessa stregua della cena, rende la festa completa in ogni ordine e cosa. Non si poteva francamente fare di più. Tutto meraviglioso e assolutamente familiare. Le premiazioni chiudono la festa che Totò e i suoi hanno saputo regalare a tutti noi.

Credetemi, le promesse fatte da Totò a Vieste si sono dimostrate vere! Io e mia moglie abbiamo trascorso due giorni in compagnia di tanti amici in un ambiente splendidamente familiare. Complimenti ai ragazzi del moto club il Redentore di Massa di Maratea, animati dal carisma del loro Presidente, Totò.

Carmine Apparente