Pronto Senato'
di Carmine Apparente


- Pronto senatò, siamo al casello di Vasto Sud, ci vediamo alla stazione di servizio sulla superstrada all’altezza di Sannicandro!
- ok!
- Filomena, vado a salutare “gli sbabbari”, ci vediamo dopo.
- Diamine, ti hanno appena telefonato, non aver fretta, hai tutto il tempo!
- Mi avvio, non si sa mai, dovessi far tardi, quel “bontempone” del califoggiano avrebbe l’ennesima occasione per rimproverarmi!
Ed è così che comincia il 2° incontro Guzzifoggiano.

Siamo a giovedì 16 aprile
Saluti e abbracci, foto di rito, birra sono gli elementi che caratterizzano l’incontro con alfaguzzista, edo 1200sport e niente popodimeno che... Il califoggia.
Scorre piacevolissima la sosta alla stazione di servizio e la birretta insaporisce i nostri palati.
Il viaggio per i nordici è stato un po’ umido ma, in fin dei conti, dai loro volti non traspare assolutamente nessuna stanchezza sensibile.
Nonostante le loro facce fresche è il caso che concludano il viaggio.
Non trattengo oltre “gli sbabbari” e ci salutiamo con la promessa di rivederci sabato a Foce Varano.
Ritorno a casa con l’assaggio della felicità che mi pervaderà per tutto il resto del w.e.

Venerdì 17 aprile
(vi dice qualcosa la data? A me si! Io ho conosciuto mia moglie un venerdì 17 aprile! Grazie a Dio, da allora sono l’uomo più felice del mondo!)
Sono già immerso nella preparazione delle road book, parallelamente porto la moto dal mio caro amico fraterno Ciro, meccanico bravissimo, che mi sostituisce una gomma praticamente andata e guarda che tutto sia a posto per partire.
Mi chiama Salvatore Accardo e mi da le ultime informazioni su pane e focaccia varia che porterà domani, rigorosamente in moto. (il sabato Salvo, secondo me insonne per l’intera notte, appena sfornato il pane e le focacce, da appuntamento a tutti gli amici che parteciperanno all’incontro in un punto convenuto e distribuisce a ciascuno una scorta di pane da trasportare. Credetemi, dove cacchio ha trovato tutto quello spazio per portare tutto quel ben di Dio, io ancora non l’ho capito!)
Torno a casa e ricevo una telefonata di Fabio che con tono un po’ rammaricato, mi comunica che Alfredo ha la moto in panne. Mi spiega che avrebbe, insieme a Loel, tentato di farla ripartire, smanettandoci un po’ e comunque sarei stato avvertito degli sviluppi della faccenda. Altra telefonata e altra comunicazione negativa circa le sorti della moto di Edo.
Intanto chiamo Ciro e gli chiedo se è disponibile a darmi una mano per risolvere la questione.
La sua disponibilità è totale. Allora comincio a capire cosa è meglio fare, anche perché sono le 12,30 e gli “sbabbari“ sono fermi in mezzo al bosco del promontorio garganico in località Carpino e per arrivare a San Severo c’è bisogno di almeno un’ora di percorrenza.
Intanto ennesima telefonata di Fabio che riferisce circa le condizioni della moto. Non ci sono alternative, devono lasciare la moto nel bosco, arrivare a San Severo, pranzare (che non guasta mai!) e poi alla riapertura dell’officina, andare a riprendere la moto, caricandola sul carrello.
Allerto Filomena, che è al lavoro e le dico che oggi a casa ci sono gli “sbabbari” a pranzo. Io intanto esco e prendo accordi con Ciro per il pomeriggio.
Alle 14,00 o poco dopo sono sotto casa mia, Alfredo, Loel e Fabio.
Dopo poco siamo a tavola. Noto con piacere che il nero di Troia è molto apprezzato e di botto scorgo, Alfredo con la maglietta fradicia di sudore. Cacchio, penso, lo dicevo a Filomena, non fare molto piccante la pasta con la rucola e le patate, ma lei niente, non mi ascolta.
- Alfredo, è piccante la pasta?
- No! (Con gli occhi di caron dimonio e con la voce proveniente dagli inferi) va bene, va bene cosi!
- Ma sei tutto sudato! Bevi che ti fa bene!
Si provvede a ripristinare la temperatura corporea del buon Alfredo e si prosegue a continuare il pranzo.
Intanto continuo a chiamare Ciro che mi da istruzioni su come e quando ci si incontra per recuperare la moto. Alla fine, la crostata di melacotogne, preparata al momento dalla mia Filomena il mio limoncello versato ai commensali dalla bottiglia dell’oste, conferiscono un tocco profumato e gustoso al pranzo che sinceramente viene apprezzato e della qualcosa io sono molto contento.
Intanto osservo Alfredo molto preoccupato ma mantiene un aplomb invidiabile. Posso capire cosa si prova a lasciare una moto in panne, in un posto sperduto con 870 km da rifare in un immediato futuro.
Concluso lo spuntino, accompagnati dagli effetti benefici del nero di Troia e del limoncello del gargano, io e Alfredo andiamo in officina, mentre Fabio e Loel, in moto, si avviano sul luogo dove è ferma la moto.
Con Luigi, collaboratore di Ciro, persona che conosco ancora poco, prendiamo il carrello lo agganciamo all’auto e partiamo alla volta del Gargano. In macchina si chiacchiera e si scopre Luigi, un amico simpaticissimo e disponibile alla conversazione.
Sembra interminabile il viaggio (il califoggia ha portato gli altri a fare un giro nel culo del promontorio del Gargano, ma proprio dentro!)
Finalmente vediamo la moto al ciglio della strada e ci rilassiamo. Carichiamo la moto sul carrello e affidiamo Alfredo nelle mani di Califoggia che lo riporterà a Vieste dietro la sua moto, mentre io e Luigi riportiamo la california III a San Severo per affidarla alle mani sapienti di Ciro.
La sera alle 20,00 chiamo Alfredo e gli faccio ascoltare il rombo felice dei suoi cilindri a V e lo sento al settimo cielo. La faccenda è risolta, la moto funziona e la paura di vedere Alfredo nelle vesti di sfortunata zavorra di Fabio è scongiurato. L’indomani mattina, Salvatore, papà di Fabio riporta Edo a San Severo per rimpossessarsi della sua cavalla di ferro.

Sabato 18 aprile.
Alla spicciolata, ma con una puntualità, direi nordica, ecco presentarsi gli amici che faranno da staffetta al “corteo” di moto che oggi si presenterà sulle strade del magnifico Gargano.
Sono lì già carichi e pronti per questa avventura. (li ringrazio perché anche grazie a loro, io sono riuscito a mostrare il Gargano in tutto il suo splendore e in assoluta sicurezza. Grazie di cuore, ad Ale, Alberto, Michele, Nico)
Arriva il gruppo proveniente da Napoli. Avete mai visto dei bus di gitanti che sul parabrezza portano scritto chi sono e cosa fanno? I napoletani si sono presentati così, con le scritte: ”scorta tortano”...
Arriva Salvatore Accardo panettiere, trasportatore, che mostra la felicità di essere giunto al tanto desiderato e soprattutto per lui, faticato evento (si è mosso sempre come un leone su tutto, chi ha partecipato sa quanto si è speso per la riuscita di tutto ciò) e subito lo osservo socializzare con gli altri e partecipare fattivamente.
Piano piano, il cavalcavia adiacente l’uscita del casello autostradale di San Severo si gremisce di moto, ad uno ad uno vengono disposte in attesa di completare gli arrivi. Non si descrive qui la quantità di abbracci e di strette di mano che ci siamo scambiati con i numerosissimi guzzisti intervenuti.
Si parte!
Il percorso dopo 20 km “noiosi” comincia ad essere curvoso e paesaggisticamente interessante.
La coda delle moto che scorgo dallo specchietto è interminabile, io accompagno tanta gente su queste magnifiche strade e giuro mi pervade un’ emozione grande.
Alla sosta di Foce Varano, intuisco che i partecipanti gradiscono il menu di curve a loro riservato (ma non hanno ancora visto nulla!).
Lì ci si incontra con i partecipanti arrivati il venerdì.
Lasciatemelo dire, la gioia, l’emozione e la commozione di aver ritrovato gli amici Siciliani, Ciro, Carla, Antonello e Roberta, intervenuti a questo evento a seguito di una promessa fattami in Calabria, credetemi, mi ha ripagato interamente di tutti gli sforzi fatti.
Incontro anche il giovanotto Donato Dannunzio, il mio guru nell’arte della manutenzione della motocicletta. Come babbo natale mi porta in dono una caterva di accessori e parti di ricambio per la mia nevada. Ne sono felicissimo.
Finita la pausa si va alla volta della foresta umbra su strade di curve e paesaggi che non tradiscono le aspettative.
In foresta un’altra chicca impreziosisce la gita. Ognuno ha portato ogni ben di Dio e sui tavoli c’è di tutto e proveniente da tutta l’Italia.
Si mangia e soprattutto si degustano vini di tutti i tipi, ma quello che mi strega è il negramaro portato da nguzz. Straordinario! (Fabrizio io tanto ti rincontro, che credi!)
Non elenco tutte le specialità presenti, è praticamente impossibile ricordarli tutti.
Il pomeriggio scorre felice.
Finito il pranzo ci si rimette in moto per raggiungere Vieste. Ci sistemiamo negli alberghi prenotati. E ci si dà appuntamento alle 21 per la cena.
La cena a Vieste si caratterizza per la sua grande qualità dei cibi preparati. La gente apprezza e gusta per la gioia di Francesco (proprietario del ristorante).
È l’ora della nanna.

Domenica 20 aprile
Sono sveglio praticamente dalle 5 e mi preparo per il giro, rifaccio la valigia, anzi rompo le scatole alla mia povera moglie, costringendola ad alzarsi dal letto e preparare le valige. Mi borbotta un po’ ma poi alla fine senza esitazioni fa praticamente tutto lei ed io mi limito solo a riportarle giù e prendere i complimenti del Sig. Antonino, proprietario dell’Hotel Giada, per la mia solerte organizzazione. Lui non sa che dietro un solerte uomo c’è una solerte donna!
Arrivano i primi saluti. Ci lasciano i napoletani, escluso Enzino che non poteva andare via altrimenti gli avrei spezzato le gambucce.
Vanno via gli animatori della carovana motociclistica, con i loro stendardi attaccati al parabrezza. Li Gadgettiamo di nascosto per non sciupare la sorpresa agli altri. Grandi personaggi, simpatici ed allegri.
È il tempo di salutare Alfonso Dual Core e Monica +1. Alfonso ha quasi le lacrime agli occhi e ci saluta con un affetto di amico di sempre. Spero di rincontrali prima o poi.
Saluto anche Samside, che venuto in macchina, dopo aver digrignato i denti fino a consumarli per non aver fatto le curvette in moto, va via con una tristezza e una pesantezza allo stomaco. La prossima volta che Sam va a San Severo senza passare da casa mia, dovrà provvedere a portarsi le gomme di scorta!!!!!!!!
È tempo di ripartire per il giro della domenica.
Molti indossano l’antipioggia, Giuliacci ha avvisato personalmente ad uno ad uno sulle condizioni atmosferiche ma, la ditta è seria e ha pensato anche a questo. Il giro si è caratterizzato di belle curve, posti mozzafiato e strade asciutte. (alla faccia delle previsioni!)
Il pranzo all’agriturismo Le Falcare, immerso in mezzo al bosco del promontorio, ha deliziato tutti.
Risate, allegria, sfottimenti sani, ma anche tanta solidarietà. Tra la lotteria (grazie Francesco della tua sensibilità e tolleranza nei miei confronti!) e la prenotazione di un dvd dell’evento, si è riusciti a raccogliere del danaro per devolverlo al popolo Abruzzese, colpito dal terremoto.

Dulcis in fundo, la distribuzione dei gadget.
Alla vista dei gadget, sapientemente pensati, dal mitico Salvatore Accardo, con la straordinaria collaborazione "enologica" di Peppe66 (non sono stato abbastanza riconoscente dello sforzo che ha sostenuto Peppe66 e di questo mi sono meritato una notte insonne, mi rode al solo pensiero, ben mi sta!) c’è stato un vero e proprio tripudio.
Chicche delle chicche è stato pensato alle donne come forse mai in manifestazioni motociclistiche, offrendo a tutte le intervenute un graditissimo set per manicure da viaggio, firmato. (diciamolo!)
Premiati i più lontani, i più giovani, i più anziani, e tanto altro.
La commozione ha avuto il suo inizio alla magnifica iniziativa degli Enzini del gruppo, enas 84, enzo750 e di peppe66.
Una maglietta e una toppa che racchiude in se tutto l’affetto che loro hanno mostrato di avere per i poveri organizzatori...
Sulla maglietta era riportata la seguente scritta:
“Non camminare davanti a me,
potrei non seguirti.
Non camminare dietro di me,
potrei non saperti guidare.
Cammina al mio fianco
e saremo sempre amici.”

E sulla toppa:
“ma chi mo fa fa’”
Parlano da sole!
I saluti sono diventati una sofferenza più grande di quanto mi aspettassi. Confesso la commozione che ho avuto nel salutare i siciliani. Tutti mi hanno commosso, ma loro di più.
Una fotografia che mi resterà nel ricordo di questa magnifica avventura:
le lacrime di estrema commozione di Alfredo edo1200sport, che non riusciva a trattenersi. Io ho ricambiato con il mio abbraccio, la mia commozione e la promessa che non l’avrei più perso di vista, così come non ho fatto in passato per il mio fratellone Salvo Accardo, enzino enas84, Francesco francescodd, enzino enzo750, per quel fetentone del mio figlioccio Califoggia e non farò assolutamente per il mio nuovissimo acquisto, Loel alfaguzzista.
Solo un’altra parola, non vi tedio più.
Il Signore ha concesso a me e a tutti questa stupenda opportunità e ha permesso di poterla raccontare gioiosamente.
Grazie a tutti.

Carmine Apparente