Massa di Maratea atto II°
di Carmine Apparente


Anche questa volta il desiderio di raccontare le impressioni vissute nell'appena passato fine settimana ospite del mio fraterno amico Totò De Filippo di Massa di Maratea è forte ma, il rischio di essere scontato, mieloso, e banale è altrettanto in agguato. Celebrare le doti di organizzatore di motoraduni e dell'ambiente che riesce a ricreare questa piccola grande Persona, sono ormai noti a tutti quelli che hanno a che fare con questo genere di eventi.
Sono note anche tutte le difficoltà e le interferenze che questo magnifico Personaggio, aiutato dalla sua splendida famiglia, incontra nel produrre un evento che senza alcun dubbio ricrea indotti formidabili per la conoscenza di quei meravigliosi luoghi e di fatto avvia i presupposti per un contributo non marginale allo sviluppo turistico di Maratea.

I giorni 1 e 2 giugno 2008 sono quelli che hanno visto celebrare il "II° Motoraduno del cuore" organizzato dal "Moto Club il Redentore" di Massa di Maratea (PZ).
Massa di Maratea, paesino con il vantaggio di essere sorvegliato da quell'immensa e stupenda statua del Redentore (la seconda al mondo per grandezza dopo quella di Rio) mi ha offerto la netta convinzione di essere in quel piccolo mondo antico che ormai noi "cittadini" non viviamo più da troppo tempo. Ci sono consuetudini che noi non riusciamo nemmeno più a concepire, come lasciare le chiavi della moto nel quadro senza il rischio che qualcuno te la porti via. Le nostre moto sono addobbate come un albero di natale che al posto delle palline natalizie pendono di mille ammennicoli atti a scongiurarne il furto.
A parte la sensazione di grande accoglienza, il territorio offre uno spettacolo stupendo.

Nei giorni del raduno non sono mancate le occasioni per conoscere altri partecipanti. In particolare un gruppo di Siciliani, del gruppo moto club randagi di Caltanisetta che, ammaliati dal richiamo del"cuore" non si sono persi l'occasione per vivere l'emozione di essere parte di una unica famiglia. Insieme a loro, siamo stati divinamente bene. Abbiamo condiviso tanto, dai racconti di ricette tipiche siciliane, finemente enunciate da Francesca e Roberto, che hanno avuto la capacità di farmi prendere peso solo parlandomene, ai discorsi seri di solidarietà e volontariato affrontati con Antonello, giovanotto in gamba, e Roberta, la sua donna, una ragazza simpaticissima, fotografa di professione che non perdeva occasione per fermare i molti bei momenti che si susseguivano. E che dire di Carla e Ciro anch'essi siciliani dalla simpatia unica, lui sornione e misurato, lei briosa e calorosa, con i quali ed insieme a tanti altri abbiamo trascorso, manco a dirlo, ore di straordinaria spensieratezza.
Emozionante l'incontro con Mimmo e Maria Pia che alla moto hanno coniugato la Fede. Infatti il loro gruppo gli "Jesus biker" formato da Evangelici Battisti, con tanto di Pastore, è risultato di una simpatia ed una allegria strabilianti. I loro giubbotti e le loro moto erano "sponsorizzate" da noti simboli Cristiani. L'allegria e la serenità che trasmettevano io penso provenisse certamente dalla loro "sponsorizzazione".
È stata l'occasione anche per incontrare nuovamente molti amici conosciuti l'anno precedente, come Angelo e Anita, due ragazzi molto affettuosi e tanti, tanti altri. Alla fine della serata tra incontri e nuove conoscenze, utilizzando il criterio di "aggiungi un posto a tavola " ci siamo resi conto della formazione di un foltissimo gruppo, tutti immediatamente affiatati.

Chiaramente alla fine non ci siamo sottratti nemmeno al rito, un po' triste, dello scambio degli indirizzi, della voglia di rivederci ancora, delle promesse, dei magoni e di tutto quanto è compreso in questo esercizio sociale. Resta però in questi momenti, fermo sincero e condiviso, il voler star bene, il voler dividere tutto per riscoprire quel gusto che nei tempi antichi era consuetudine e che oggi si ricerca e si tenta di ricreare e che nella vita vera non esiste più.
Di questa occasione a me resta l'orgoglio di aver rafforzato la fraterna amicizia con l'infaticabile Totò, di aver condiviso gioie e serenità con le molte persone conosciute e incontrate nuovamente e soprattutto mi resta e si rafforza la passione per la moto, strumento efficacissimo di conoscenza.

Arrivederci al prossimo anno.

Carmine Apparente