Report Lupotreffen ed Emoraduno
di Angelo Graziano


Complesso descrivere perche' in un mio mess precedente dicevo che avrei partecipato in auto con le mie bimbe, il programma viene cambiato negli ultimi giorni. Sara' la primavera, la stanchezza di un anno di lavoro che si fa sentire, o il pensiero di dover incontrare Rudy ( ;o)), nei pochi preparativi necessari non m'accompagna quella frenesia che solitamente cresce quando si prepara una trasferta.

Il giorno della partenza comunque, compro il pane, un po' di salumi e stipo tutto nei bauletti. Conclusa la giornata di lavoro vado un attimo a Scafati ed al rientro "zompo" in moto in un batter d'occhio e parto. Sono contento abbia smesso di piovere. I continui aggiornamenti sulle condizioni meteo non davano nulla di buono all'orizzonte, ma strano a dirsi, parto con il cielo sereno.

E' fantastico viaggiare all'imbrunire, da soli dopo tanto piovere. E' sono convinto che la terra sia una cosa viva, unica e diversa per ogni luogo. Scendendo dalla basentana, costeggiando boschi fitti e colmi di felci, l'aria che si respira ha un profumo particolare, unico. Lo si sente solo li'. Diverso, ma altrettanto piacevole, e' l'odore che si avverte lungo lo Ionio. Diverso ancora da quello caratteristico delle campagne tarantino-baresi, misto di resine di pino e cipressi. Comunque, dopo aver fatto il pieno a Potenza, elaborando tali pensieri, le ciminiere dell'Ilva riempiono il mio orizzonte, segno che Taranto e' vicina.

In pochi attimi svincolo ed inizio la salita per Martina compiacendomi di non aver preso acqua e sentendomi un po' in colpa nei confronti dei tosco-romagnoli che di acqua ne hanno beccata tanta. Bene, Nostro Signore deve aver ascoltato questo mio pensiero, perche' bastano poche centinaia di metri per farmi precipitare in una fitta nebbia e una fitta pioggia. Arrivo comunque sul luogo dell'appuntamento, telefono a Francesco e riparandomi alla meglio sotto un albero attendo. Al buio. Sotto una pioggia battente. Francesco che non arriva. "Ma che cazzo ci sto a fare io qui?" mi domando, ma Francesco arriva a darmi la risposta. "Forza che abbiamo aspettato te per mangiare".

L'arrivo nella tana del lupo e' cosa assai gradita, primo per il riparo che fornisce dalla pioggia, secondo per le vivande che vi trovo (ottime le orecchiette con le cime di rapa e acciughe della sua mamma) ed in ultimo ma non per ultimo per il calore che gli amici che vi trovo sanno darmi. Rivedo Katia che non e' al massimo della forma, risaluto la fam Franci e mi faccio distruggere le spalle dalle pacche di Murry. Non ho molti ricordi di quella sera, a parte la Zia e le orecchiette, sara' la stanchezza ma mi rivedo subito a letto.

La mattina del 2 inizia senza patemi, con calma, con il caffe' che la mamma di Francesco ha preparato per tutti (ma quanta pazienza ha tua mamma). Poi con un po' di consapevole incoscienza, inforchiamo le moto ed andiamo a Gioia. Non voglio soffermarmi sui pensieri che m'invadono l'animo nel percorrere quella strada a noi tristemente nota. Dico solo che non mi fanno bene.

La piazzetta di Gioia che ci accoglie e' gia' quasi colma di moto, il sorriso sul volto di Ciccio ci fa capire che tanta energia' e' stata profusa ma ben ripagata. Solito cazzeggio, ma sempre piacevole, con argomentazioni piu' varie, dalla Guzzi alla politica, e poi c'e' GB! Che piacere ritrovarsi come una volta, sembra quasi che il tempo sia andato a ritroso, c'e' Antonio D'Ambrosio, Ciccioromeo, Nino, e tanti altri che non vedevo da molto tempo. Andiamo anche in comune dove nella sala delle adunanze (cosi' stava scritto sulla porta, retaggio dei testimoni di geova?) uno scoglionatissimo assessore fa confusione tra il Motom e la Moto Guzzi, definendola una moto ecologica. Capisco quindi che e' il momento di spengere i neuroni e limitarsi a batter le mani quando necessario. Mi chiedo perche' le persone si debbano inoltrare in argomenti a loro sconosciuti per sortirne l'effetto di un elefante che corre in un campo minato. Comunque fa piacere vedere i propri amici ringraziati dalle autorita'. Vuol dire che non siamo solo brutti sporchi e cattivi.

A pranzo il tempo passa veloce e giusto quando e' ora di rientrare ricomincia a piovere. Non troppo comunque. Alla sera scopriamo che la fam Franci ne capisce di pizze e di forni, infatti, serena maneggia la pala con maestria e Paolo verifica col compasso la rotondita' e col morso la cottura delle pizze. Torna il sonno e di nuovo i ricordi s'annebbiano (o sara' la Raffo? Mah!).

Il sabato si va a Gioia nuovamente, bisogna cambiar pastiglie alla moto di Serena e Mike mi trascina nel tunnel nel preventivo... ma io desisto ! Mi piace la Brevona, bella ma al momento non alla mia portata. Si continua la giornata verso Alberobello dove Murry sentenzia che la trasmissione della jackal di Francesco e' alla frutta. Mi ritrovo cosi' con un passeggero. Giusto il tempo necessario a sincronizzare il respiro (le due casse toraciche in espansione erano maggiori dello spazio utile tra manubrio e bauletto, e parlo di casse toraciche non di panze!) e ripartiamo per... CAZZO NO LA SELVA DI FASANO!!!!!

Scendiamo verso Polignano, percorso nel quale faccio provare al mio passeggero l'ebrezza della velocita' e della piega (neanche tanto pero') quando lui esclama "Genna' le scarpe!". Torno allora a fare il bravo ragazzo. Un bel gelato ci ristora a Polignano, dove una signora ormai non piu' ventenne asserisce di aver fatto lunghi viaggi su una motoguzzi come passeggera. Che tipo di motoguzzi?, gli viene chiesto e lei risponde boh, quella tipo harley... al che capiamo (scusate la volgarita') che della motoguzzi ha conosciuto solo la... parte cardanica.

Rientriamo speditamente a casa, non dopo aver recuperato la moto di Francesco ad Alberobello e non dopo aver perso il gruppo. Sembra impossibile e complicato da spiegare ma una serie di fraintendimenti che neanche nel miglior film di Mr. Bean s'e' mai visto, fanno si che... ci giochiamo tutti quanti. Alle porte di Martina una telefonata ci avverte che il gruppo ci sta aspettando a... Alberobello?!?! Allora, mentre io attendo ad un incrocio i ns, Francesco va a recuperare Usceriff. Aspetta che aspetto, uno stronzo ni macchina parcheggia attaccato alla mia moto. Ma vedi questo. Mo' prendo la questione! Chi e'? Ciro cavallo... allora era vera la sensazione del giorno prima? Arrivano i ns, arriva Frank con GB e consorti ma non arriva Francesco e Usceriff...no ape' arriva.

Inutile raccontare la cena "allimpiedi" che ne e' seguita. Dico solo che Frank faceva la guardia ai fegatini dai gatti, la Zia non l'abbiamo vista piu', le focacce non sono mai arrivate e Ciccio si voleva mangiare il gatto che si fotteva i fegatini... tanto per chiudere la catena alimentare.

Cosi' finisce l'avventura alla Lupo's Home, dopo i saluti di rito e qualche ora di sonno si riparte per casina propria, arricchiti nello spirito e nella panza in attesa che venga un alra occasione.

Angelo pz