Credo che la vecchiaia si stia impadronendo di me malgrado le mie resistenze ed i tentativi, finora riusciti, di mantenermi giovane sia nel corpo che nello spirito. Devo dire, per amore di verità che la mia GUZZI REVENGE mi aiuta moltissimo perché non è usuale vedere i "vecchi" su una bestiaccia come quella. Ergo, per proprietà transitiva: Moto grande, pilota giovane e forte. Diciamo che questa interpretazione mi piace. Anzi, mi piace proprio. Ho deciso: Mi piace.
Comunque, i soliti "amici" devono sempre rompere i "conigli" altrimenti la loro vita risulterebbe priva di senso. Nella fattispecie, si fa sempre allusione all'età anagrafica più che a quella che appare e ovviamente lo si fa dimenticando che prima o poi, l'età, quella vera, arriva per tutti se il diavolo non ci mette lo zampino. E quindi, mi sono detto (io parlo molto con me stesso), Ma come faccio a dimostrare a questi quattro buzzurri e terrazzani che anche io ho fatto delle cose egregie nel mio passato da motociclista? Come farò mai a dimostrare la mia presenza a ben due edizioni della 1000 km Vespistica a tappa unica? Sono passati 43 anni! Dove accidenti trovo uno straccio di documentazione? E gira che ti rigira; Rigira e gira e vado a trovare un forum del Vespa Club d'Italia dove mi viene data la possibilità di lanciare un appello per il ritrovamento di un qualcosa di cartaceo che potesse fare riferimento alla 1000 km Vespistica degli anni 60. L'aiuto è stato immediato e grazie a questo, ho potuto recuperare un libro scritto da Guido De Rossi (vespista anche lui). Ne ho ordinate più copie perché non si sa mai e finalmente ho avuto "in mano" la documentazione (che riporta il mio nome e 2 mie foto) da sbattere nelle corna di chi fa 100 km di autostrada e parla di motociclismo eroico. E nel 1965 che si facevano 1000 km tutti d'un fiato, su strade che non sono neanche parenti lontane di quelle attuali e che solo per attraversare il Gargano per andare al Nord ci voleva la mano di Dio in tutte quelle scellerate curve, come bisognava definirlo? Follia? Passione? Incoscienza? Partire da Bari il Venerdi sera dopo la giornata di lavoro che a quei tempi non era di 8 ore; Arrivare il mattino del Sabato, a Bologna; Darsi una sciacquata e fare una colazione per correre subito alla punzonatura; Partire per la gara della durata di ore 22 e 13 minuti; Arrivare alle 14,30 della Domenica al traguardo ed attendere le classifiche e premiazioni; Rimettersi in sella per fare Bologna-Bari (dormendo) e arrivare a Bari il lunedì mattino per andare giusto a lavorare (dormendo) fino a sera, cosa era? Follia? Passione? Incoscienza?
O semplicemente motociclismo vero?
Stiamo parlando di 2600 km in meno di tre giorni!!! Con una Vespa e senza un solo attimo di sonno dal Venerdi' mattina.
Definiamola come vogliamo ma fa parte della storia del motociclismo. Quella scritta!
Ora posso dire che c'ero e che anche io sono stato giovane.
Ora posso dire, cavalcando la mia amata GUZZI REVENGE, di avere tutti i titoli per farlo visto che vengo da lontano, motociclisticamente parlando. E fino a quando avrò la forza di mettere la bestia sul cavalletto, potrò dire di essere un motociclista e non già un "newcomer". Forse, e me lo auguro, tra chi vorrà leggere questo racconto, ci potrà essere qualcuno dei miei amici di allora.
Qualcuno che ha abbandonato la Vespa quando questa ha assunto vesti un tantino jap e si sia rifugiato tra le grandi tette che sporgono, turgide dal telaio delle nostre Guzzi. A quegli amici dico che io ci sono. E sono passati 43 anni.
Non voglio dire che sono stato bravo e che sono stato bello ma almeno, prima di blaterare a vanvera, qualche "amico" dovrebbe sapere che ognuno di noi può avere un passato. Eroico o meno.
E io c'ero anche a Saint Vincent; a Fino Mornasco; sul muro di Sormano e a Urbino. E a Brindisi, ho fatto anche il 1° posto!
Rudy