Come previsto stamattina olle 7:55 parto da Gioia per raggiungere Michele e Sabino al posto prefissato. Alle 9:00 ci incontriamo, ci prendiamo un caffè ed iniziamo il giro. Curve bellissime, meteo bellissimo, sprizzavamo di gioia tutti e tre. Prima di Ruoti una sosta sigaretta e proseguiamo per Muro Lucano.
Arrivati alle 11:30 a Muro sosta panoramica si approfitta per qualche foto, e comunque stavamo seguendo bene la tabella di marcia. Si prosegue per arrivare al Lago di Conza e prima di pietragalla il Tom Tom mi dice di imboccare una strada secondaria. Insieme si decide di non imboccare quella strada ma di proseguire tanto poi il Tom Tom avrebbe ricalcolato il percorso. La decicisione sembra aver portato buoni frutti in quanto sulla strada troviamo un ruscello dove sostiamo qualche foto e si mangia. Fino qui tutto bene ci eravamo davvero divertiti. Reimposto il Tom Tom per il Lago e iniziamo a percorrere strade secondarie e fin qui ancora bene.
Ed ora inizia l'avventura.
Il Tom Tom mi dice di svoltare a sx cosa che faccio ma improvvisamente mi trovo su una srada sterrata.
Percorriamo circa 1 Km di strada sterrata quando ad un tratto vedo dallo specchietto che qualcuno è caduto.
Fermo la moto, corro, e vedo Sabino sotto la moto. Com Michele alziamo la moto si controllano i danni, qualche graffio e si decide cosa fare. Il buon Michele ci dice di ritornare indietro in quanto a vista si vedeva una grossa discesa sterrata, ma io e Sabino (che siamo testardi) abbiamo deciso di affrontarla.
Il navigatore mi diceva che dovevamo percorrere altri 750 mt di quella strada. Michele ci dice che lui rimaneva lì, a meno che uno di noi scendeva la moto giù. Mi accingo sulla moto di Michele e comincio a scendere per poi risalire a piedi per andare a prendere la mia moto. Primi 100 mt poteva andare, ma poi la trada non era più sterrata ma fangosa con grossi canali. Ad un certo punto cado con la moto sul lato destro ma riesco ad appoggiarla.
Subito dopo con l'aiuto di Michele, che nel frattempo stava scendendo a piedi, la rialziamo e subito dopo cade sul lato sinistro sopra a Michele. La rialziamo e nel frattempo vediamo che arriva Sabino a piedi dicendo che la sua moto si era infangata, e non riusciva a tirarla fuori. Quindi decidiamo di scendere giù la moto di Michele tutti e tre insieme e poi a vedersi cosa fare. Tanto che era brutta la strada che in tre avevamo difficoltà a mantenere in equilibrio la moto di Michele. Ad un tratto troviamo un tratto di strada sterrata e non più fangosa e parcheggiamo la moto di Michele.
Risaliamo su per scendere la moto di Sabino. Riusciamo a farla uscire dal canale e riusciamo a portarla dov'era parcheggiata la moto di Michele.
Rimaneva da scendere la mia. Quindi risalgo su salgo in moto e comincio a scendere. Nel frattempo arriva Sabino e Michele ed insieme, con molta difficoltà scendiamo anche la mia fino a dove stavano parcheggiate le altre due.
Ci si riposa un attimo e io inizio ad avviarmi, il Tom Tom (bastardo) mi segna che c'erano altri 450 mt.
Inizio la discesa ed ad un punto mi ritrovo con una discesa molto rapida e con strada non sterrata, ma con canali a dx e sx. Mi metto al centro e con molta molta molta calma riesco a scendere.
Subito giù mi trovo in un tratto con strata melmosa. Cerco di mantenere la moto sul centro dove sembrava essere più dura ma niente da fare, si infanga anche la mia. Comunque con molti fuorigiri risco a tirarla sopra ed ad un tratto vedo l'asfalto.
Mentre ritorno indietro per aiutare gli altri arriva Sabino che anche lui aveva affrontato la grossa discesa e gli dico di cercare di mettersi al centro per superare il tratto melmoso. Niente da fare si infanga anche lui. Comunque riesce ad uscire e parcheggia la moto. Ora non rimaneva altro che andare a prendere la moto di Michele. La cosa brutta è che abbiamo affrontato di nuovo la salita a piedi. Altro che trekking.
Arrivati sopra da Michele ci riposiamo beviamo un pò di acqua e si inizia a scendere la moto di Michele.
Sempre con grossa difficoltà riusciamo a scendere giù la moto, ed ancora una volta dico a Sabino di cercare di tenere la moto al centro del tratto malmoso. Non ci riesce e inizia ad accelerare. Manco a farlo apposta Michele si trova dietro la ruota posteriore, che l'ho infanga per bene. Comunque si arriva all'asfalto.
Dopo breve sosta si decide di ripartire ed io imposto il Tom Tom (sempre più bastardo) ad una stazione di servizio, che dista circa 1,1 Km, si parte e dopo 150 mt di nuovo strada sterrata. Comunque riusciamo ad uscircene e ci troviamo davanti all'Ofantina.
Arriviamo ad una stazione di servizio ma era in automatico e non c'era acqua per lavare le moto.
Sabino ci dice che la vicino c'è n'era un'altra, la raggiungiamo ma anche questa era in automatico e non c'era acqua ma al fianco c'era una fontanina.
Iniziamo a buttare acqua sul fango ma niente da fare non si pulivano. Ci facciamo prestare un secchio da un contadino e nemmeno con quello si riusciva a toglire il fango argilloso. Solo per cronaca il tratto di strada affrontato era off off off off off off road, penso che nemmeno con gli enduro si poteva scendere. Comunque visto che erano le 15:00 decidiamo di rientrare.
Dopo qualche km troviamo una stazione di servizio aperta per fare rifornimento e prenderci un caffè. Mentre parlavamo con il proprietario, questo ci dice che nella zona molte strade risultano fatte, o asfaltate ma così non è. Si sono presi i contributi e le strade per chi non le conosce sono un dramma.
Nel frattempo cerchiamo di pulire le pasticche dei freni anteriori di Michele in quanto il freno anteriore risultava tirato, ma non ci riusciamo. Ripartiamo per direzione Lavello, e allo svincolo per Foggia, Michele ci lascia, ci salutiamo con la mano e noi proseguiamo per Lavello. A proposito Michele non ci siamo dati gli auguri ne approfitto adesso.
Arrivati al semaforo di Lavello io e Sabino ci guardiamo negli occhi e Sabino mi dice che non ha voglia di rientrare, e che vuole andare ai Laghi di Monticchio. Io gli dico: "manco la bocca devi aprire", e quindi via ai Laghi. Dopo tutto quello che ci era successo avevamo bissogno di scaricare un pò di adrenalina.
Ai Laghi c'erano parecchi motociclisti ed osservano con stupore le condizioni delle nostre moto. Altro caffè e si rientra a Canosa. A Canosa ci salutiamo con Sabino ed io rientro a casa. Arrivato a Gioia vado a vedere sè era aperto il lavaggio automatico, cosa che trovo, e ci voglio quattro gettoni per togliere tutto il fango.
Riepilogo: quello che abbiamo passato in quelle tre ore non lo auguro a nessuno.
Ciao da BBS Riders che stà per Breva-Bellagio-Sport Riders.
Pasquale Casulli "Bellagio940"