3° Raid Nord-Sud
di Michele Paolucci


3° raid Finalmente trovo un attimo per il mio report sul Raid.

Ho aspettato un pò per vedere se le emozioni evaporando mi lasciavano qualche amaro in bocca e niente quindi è il caso di far uscire le parole e riportarle su un foglio bianco di questa lista.
Tutto è iniziato almeno sei mesi fa quando si è ricominciato parlare di Raid.
Si è deciso il percorso, si sono programmate le soste, si sono trovati gli sponsor e tutto quanto serviva.
Poi sono iniziate le iscrizioni ed il numero dei partecipanti è cresciuto rispetto agli anni passati come la tensione di riuscire a gestire tante persone.

Poi all'improvviso è arrivato il giorno della partenza.

Giovedì 26 aprile siamo partiti numerosi alla volta di Mandello, le moto stracariche e nella testa un rimbombare di pensieri su come sarebbe andata, se sarebbe piovuto e se tutto sarebbe filato liscio fino all'arrivo a Gioia del Colle.

All'arrivo a Milano troviamo ad accoglierci Fabio Arosio con la Norge grigia del MGWC.
Con disinvoltura ci guida verso Abbadia Lariana dove pernotteremo e poi subito a Mandello per la cena al Grigna.
Il Venerdi inizia con un bel sole, ci ritroviamo tutti nella hall dell'albergo per la colazione e poi tutti a a Mandello a montare il gazebo gentilmente offerto dalla Guzzi per l'accoglienza.
Veramente appena arrivati proprio tanta gentilezza non troviamo tanto che il povero Fabio deve trasportare da solo tutto il necessario e noi montare la struttura.
GB provvede anche a far rilevare questo quando ci raggiungono i rappresentanti Guzzi.
Tutto poi si chiarisce e nel proseguo della giornata riusciamo anche a scambiare diverse chiacchiere con loro.
Dopotutto sono sempre motociclisti e ci capiamo al volo.

Mentre io, GB e Sabino aspettiamo i partecipanti Sasà e gli altri provvedono a fare un pò di spesa per rifocillarci tutti con un bel panino sotto le insegne Guzzi.
Dopo il panino il gruppo di Sasà parte con Fabio per un giro nei dintorni mentre il trio aspetta i partecipanti.
Durante l'attesa un bel temporale colpisce Mandello ed i suoi dintorni, i nostri girovaghi ritornato contenti del giro ma tutti bagnati.

Finalmente iniziano ad arrivare i partecipanti, come sempre i primi sono la simpaticissima coppia di Aosta che parteciperà anche a questa edizione del Raid.
Ci confidano che mentre arrivavano a Mandello sono stati letteralmente intercettati da un pennuto, che viene identificato come un Falco, che nello scontro ha sfondato il parabrezza della Cali II.
Tra una chiacchiera e l'altra arriviamo alla cena nella mensa del santuario di Mandello, la Fabbrica delle nostre care Guzzi.

Dopo cena visto che non è tardi decidiamo di andare a prendere un caffé al Grigna e mentre parlottiamo con i p.r. Guzzi davanti ai nostri occhi un ragazzino in moto si trova la strada sbarrata da una Audi che lo scaraventa a terra. Fortunatamente tanto spavento ma pochi danni fisici. Visto il trambusto e dopo aver chiamato carabinieri e 118 decidiamo di rientrare in albergo per la notte, visto quello che ci aspetta nei giorni seguenti ci vuole un po' di meritato riposo.

La mattina tutti svegli, colazione e corsa in Guzzi per gli ultimi preparativi.
Dopo poco tutto è fatto, abbiamo raccolto gli ultimi iscritti, caricato di gadget la Norge di Fabio, sembra che porti due passeggeri sul sellino posteriore, ed allineato le nostre belve davanti alla galleria del vento Guzzi.
Prima di partire scambio di saluti da parte dei sindaci di Mandello e Gioia del Colle, foto di rito, casco in testa, luci accese e finalmente VIA si parte... Inizia la terza edizione del Raid.

Il primo giorno è tutto sotto ad un magnifico sole, percorriamo velocemente l'autostrada che da Milano ci porta dalle parti di Genova in Liguria.
All'uscita dell'autostrada ci aspetta Andrea per guidarci sulle magnifiche strade che collegano la Liguria alla Toscana.
E tutto un saliscendi di curve in successione fino al Bracco, punto scelto per la pausa pranzo.
Dopo un panino al volo ci rituffiamo nelle curve che ci portano all'imbocco dell'autostrada e a Viareggio. Peccato che Andrea per problemi di lavoro ci deve lasciare ed all'imbocco autostradale prende direzione Genova per rientrare a casa.
Arrivati a Viareggio veniamo accolti dagli amici di Gigi e dall'assessore al Traffico (credo) di Viareggio che ci illustra velocemente le peculiarità della cittadina scambio di cortesie foto ed arrivo finalmente al Camping per il riposo.
Fine della prima giornata, tutti arrivati felici, noi organizzatori ancora più felici dei partecipanti perchè abbiamo guidato le prime 60 moto a destinazione.

La mattina del giorno seguente si riparte.
Colazione veloce, carico dei bagagli ed il solito problema di caricare i gadget avanzati sulle moto. Si divide un pò tutto e penso che quando faremo la prossima edizione deve perforza esserci un furgone a seguire il gruppo di moto.
Oggi le moto sono diventate un'ottantina e si deve arrivare a L'Aquila. La strada la conosce bene solo Francesco comunque ci avviamo tutti intrepidi e felici.
Durante il primo tratto affrontiamo l'autostrada A1, mentre seguo la mia staffetta mi distraggo un pò ed esagero con la manetta.
Dopo pochi Km mi trovo da solo senza pettorine gialle che mi precedono o che mi seguono. Decido di continuare così, tanto fino a Valdichiana è tutta autostrada.
Mentre ci si avvicina a Firenze ovest inizio a seguire con lo sguardo le indicazioni stradali e decido di sorpassare l'auto che mi precede senza rendermi conto che dovevo seguire la deviazione Roma.
Quando mi rendo conto di ciò non sono più in tempo a cambiare strada, quindi sono costretto ad uscire a Firenze ovest, fare inversione alla Metro e rientrare in direzione Roma.

Appena rientrato in autostrada cerco di recuperare un pò sul gruppo ma niente, un incidente stradale mi rallenta ulteriolmente.
Superato l'incidente aumento un pò l'andatura per riprendere il gruppo ed in alcuni punti esagero proprio tanto che ora prego che quel fotografo di cemento bianco e azzurro incontrato durante la rincorsa avesse la macchina fotografica scarica, la patente mi serve per lavorare.
Prima di Valdichiana l'operazione recupero è andata a buon fine, mi aggrego nuovamente al gruppo e riprendo la marcia.

Appena usciti dall'autostrada abbiamo il piacere di trovare ad aspettarci Beatrice, la trovo bene e felice in compagnia della figlia.
Scambio di chiacchiere e consegna della maglia del raid, a quel punto mi confida che alla prossima edizione vuole partecipare con la Nevada ricevuta in regalo da Alessandro prima della disgrazia. A questo punto penso che fra due anni non potremo certo deluderla.

Si è fatto tardi, salutiamo Beatrice e ci incamminiamo verso Amelia.
Dopo tante curve eccoci arrivati ad Amelia per la sosta pranzo. Qui troviamo una macchina dei vigili che ci prende in consegna e ci accompagna fino al bar dove stuzzicheremo qualcosa per frenare i morsi della fame.

Mentre mangiamo ci comunicano che un partecipante è caduto, per fortuna è una semplice scivolata con qualche graffio alla mano del pilota ed alla moto.
Finita la sosta ripartiamo, benzina e via verso la meta della tappa.

Mentre ci avviciniamo a L'Aquila incontro con gli amici di Narni che ci guidano per un pò.
A pochi chilometri dalla meta, primo problema serio ad un partecipante, al caro Leandro Morri di San Marino si rompe l'ennesima molletta del cambio al V11 e deve fermarsi in attesa di essere soccorso dal conce di L'Aquila.
Arrivati ad Antrodoco troviamo gli Aquilani ad attenderci e scortarci in città, avvisiamo il conce dell'accaduto al V11 e subito viene inviato un carrello per il recupero della moto e del partecipante.

All'arrivo a L'Aquila decidiamo di fare un bel giro in città ma mentre sostiamo nella piazza veniamo sorpresa da un bel temporale e siamo costretti a rientrare in albergo.
Al Canadian ci aspettano gli altri partecipanti che si aggregheranno per la terza tappa, sono tutti Falchi e quindi li conosciamo bene.
Altra cena ristoratrice e poi meritato riposo.
La mattina il cielo è plumbeo e minaccia pioggia ma la fortuna ci accompagna e non becchiamo acqua per parecchi chilometri, le staffette funzionano e i gruppi procedono quasi in orario. Certo che le difficoltà ci sono, specialmente il freddo pungente che diventa quasi insopportabile dopo Sulmona e fino ad Isernia.
Il superamento dell'altipiano di Roccaraso è affascinante ma abbiamo le parti del corpo ghiacciate.
Ad Isernia troviamo gli amici guzzisti Molisani ad attenderci ed a scortare i vari gruppi fino oltre Campobasso.
Superato Campobasso il percorso diventa facile e scorrevole fino all'entrata in A14 a Foggia.
Prima di questo punto il club FMI di Foggia ci indica le svolte più difficili in modo che i vari equipaggi non possano sbagliare strada.
Finalmente pausa pranzo.
Mentre ci rifocilliamo vediamo che il cielo plumbeo che ci accompagnava da L'Aquila diventa sempre più nero ed infatti alla ripartenza, nelle vicinanze di Canosa inizia a piovere, come sempre nel contratto del Raid è prevista la pioggia... mica si poteva scontentare i partecipanti.

A Canosa abbandoniamo l'autostrada ed imbocchiamo le belle curve murgesi fino ad arrivare ad Altamura.
Ormai siamo quasi alla fine, un ultimo sforzo ed arriviamo.
Ed infatti gli ultimi chilometri vengono coperti facilmente ed in poco ci troviamo all'interno del concessionario Fiorente di Gioia del Colle.
L'accoglienza è calorosa ed utile per riprendere un pò di forze, a questo punto non resta che la classica foto di gruppo ed il giro per le vie di Gioia.
Arrivati all'albergo siamo tutti contenti che anche questa edizione del Raid è stata conclusa felicemente. Come sempre la cena dell'ultima sera è felice ma piena di tristezza, siamo tutti consapevoli che il giorno dopo rientreremo ai nostri impegni ed il momento magico che il raid ci ha regalato è concluso aggiungendo ai bagagli di tutti i partecipanti una miriade di emozioni e nuove conoscenze che non potranno essere cancellate facilmente.

Un grazie sincero va a tutti, dalle staffette che generosamente si sono gettate nell'impresa non facile di guidare un gruppo di moto, ai partecipanti per la gioia di esserci, agli amici motociclisti incontrati che hanno dato una mano, agli sponsor per il loro appoggio alla manifestazione ed infine a tutti quelli che con spirito di sacrificio, rinunciando a qualche uscita in moto, sentendo i rimproveri delle proprie famiglie, ha dedicato anima e corpo alla riuscita della manifestazione.
Ora non resta che aspettare il 2009 per organizzare e partecipare alla quarta edizione del Raid Nord Sud

A presto

Michele FG